Comunità

STORIA

SUSA ha origini molto antiche; si ritiene fondata, intorno al 500 a.c., dai Celti ossia dai Galli (così come viene descritto da Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico: “la Gallia è divisa in tre parti: la prima la abitano ..... la terza quelli che nella loro lingua prendono il nome di Celti e nella nostra di Galli).

Periodo CELTICO-ROMANO
Per quanto le notizie siano scarse, si può ritenere che la storia di Susa abbia inizio col regno di Re Donno che fu il sovrano delle 16 tribù celtiche stanziate nell’alta val di Susa in epoca romana. Nel 61 a.c., probabilmente, stipulò un patto con Cesare diretto in Spagna, consentendogli il transito sul valico del Monginevro.
Non ci sono significative evidenze che Susa sia stata invasa dai romani e sottoposta al loro dominio.
Risulta invece che Cozio I -
figlio di Donno- nel 12 o 10 a.c., stipula un patto di allaeanza volontaria e definitiva con i romani. Susa prende il nome di Segusium (vedasi il fregio scolpito sull’arco di Augusto costruito nel 9-8 a.c. per celebrare l'alleanza) e Cozio viene nominato Prefetto.
Il regno coziano rappresentò un periodo d'oro per Susa che ebbe il massimo splendore fra il 10 a.c. ed il 30 d.c.
E' di questo periodo la costruzione di una vera strada che dalla bassa valle, passando per Susa e il valico del Monginevro, consentiva di raggiungere facilmente la Gallia alle legioni romane e sviluppare anche i commerci.

Resti della civiltà celtica sono rappresentati dalle “coppelle druidiche” (complesso più importante e ricco di tutto il Piemonte), che identificano gli altari sacrificali dei sacerdoti Celti.

Druidi, nome dei sacerdoti Celti che nel corso del primo millennio A.C. avrebbero dato forma ad una particolare religione imperniata sulle loro elaborazioni dottinarie (trasmesse solo per via orale) e sui culti relativi. Costituivano una casta a parte e godevano di posizione sociale previlegiata, all'apice della società, senza alcun obbligo tribale (tasse, prestazioni militari, ect.). Quali depositari e interpreti delle leggi ed istituzioni culturali, nominavano capi e re, educavano i giovani ed amministravano la giustizia con sentenze inappellabili. Si diventava druido per cooptazione dopo un lungo periodo di iniziazione. Praticavano anche sacrifici umani propriziatori e divinatori osservando il modo in cui il sangue scorreva lungo l'altare.

Del periodo Romano sono presenti alcune vestigia tra cui il già citato Arco di Augusto, l'Anfiteatro Romano, gli Archi dell'Acquedotto delle Terme Grazianee, l'antico Castello, le Mura di cinta e numerosi resti di colonne, capitelli, bassorilievi, lapidi conservati nel museo Civico e nel Seminario Vescovile ed i reperti dei recentissimi scavi di piazza Savoia.

Periodo MEDIOEVALE
Dopo secoli di oblio del primo medioevo che videro Susa devastata dai Barbari e dai Saraceni, si assiste ad una rinascita a partire dal sec.VIII sotto il dominio dei Franchi.
Fu il primo territorio ad essere sottomesso ai conti di Morgana nel Sec.XI e anche sotto i Savoia seguì i destini del ducato.

Perquanto conosciuto e praticato fin dai tempi più antichi, è solo da questo periodo che si ritrovano le prime evidenti notizie sul passo del Moncenisio che acquista notevole rilievo nel passaggio fra Italia e Francia.

Del periodo (secc.IX-XI) sotto gli Arduini particolare importanza ha il personaggio Adelaide di Susa (Torino 1016 – Usseglio 1091).

Adelaide, figlia di Olderico Manfredi II conte di Torino e marchese di Susa, ne ereditò la maggior parte dei possedimenti e spostò la sua residenza a Susa abbandonando Torino.
Sposa sedicenne, in prime nozze di Ermanno duca di Svevia, alla sua morte (1038) sposò in seconde nozze Enrico marchese di Monferrato e nel 1046 in terze nozze Oddone di Savoia (figlio di Umberto I Biancamano).
Questo matrimonio consentì ai Savoia di espandersi su vasti territori comprendenti la grande contea di Torino e il marchesato d’Italia che comprendeva anche le contee di Alba, Albenga, Asti e Ventimiglia.
Adelaide aveva passato gran parte dell'adolescenza fra le armi avendo anche indossato armi e corazza. Anche se bella nella persona e nel volto, riteneva solo la virtù, gloria illustre ed eterna, mentre era indifferente verso la bellezza e la ricchezza.
Di forte temperamento, castigava, se del caso, con mano pesante anche vescovi e personaggi illustri, mentre premiava largamente le nobili imprese.
Apprezzava e incoraggiava le arti gentili; trovatori e menestrelli erano sempre bene accolti nella sua dimora, ma voleva che i loro canti incitassero al valore, alla religione e alla pietà.
Fra i suoi meriti sono da ascrivere: la fondazione di chiostri e monasteri (che dovevano raccogliere e trasmettere patrimoni di studi e di storia) in particolare: il monastero di Novalesa, quello dei Benedettini a Susa e la restaurazione dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore sempre a Susa; la fortificazione dei borghi di Exilles e Bardonecchia.
Divenne un idolo per la gente dell’epoca che la chiamavano la marchesa delle Alpi Cozie e degli italiani.

Susa fu devastata ed incendiata da Federico Barbarossa nel 1176 e probabilmente al ricordo di tale evento fa riferimento il motto sullo stemma della città "in flammis probatus amor".

La via “Francigena(anticamente via Francesca o Romea): che proveniente da Canterbury attraverso la Francia, valicato il Colle del Moncenisio discendeva a Susa e attraverso la Valle fino a Torino e poi a Roma; rappresentava uno dei più importanti “camini del cielo”.

Così erano chiamati gli itinerari che nel Medioevo i pellegrini percorrevano lungo tutta l’Europa per raggiungere i luoghi sacri di Roma, San Giacomo di Compostela, Gerusalemme ed altri.

A Susa del periodo Medioevale, oltre al rinomato Castello, rimangono ancora la “Casa de' Bartolomei” con accluso un campanile in stile medioevale (in cui si dice sia nato Enrico da Susa intorno al 1210, uno dei più brillanti canonisti e glossatori europei del sec. XIII. Nominato arcivescovo di Embrun nel 1250, fu creato arcivescovo da Papa Urbano IV nel 1262 della diocesi di Ostia e Velletri da cui il sopranome di Ostiense); il Duomo di San Giusto; la chiesa di Santa Maria Maggiore (solo il campanile); la chiesa di San Saturnino; la chiesa di San Francesco; la Torre dei Rotari, quella del Parlamento e alcuni elementi architettonici (finestre e portali) nella zona detta "Borgo dei Nobili".

Periodo MODERNO
La storia di Susa nell'epoca moderna non presenta peculiari e significativi avvenimenti avendo seguito sempre le vicissitudini storiche legate ai Savoia ed ai loro possedimenti.

Subì le dominazioni francesi del 1536, 1559 e 1796.






Napoleone, fra il 1803 e 1810 fece costruire l'attuale strada del Moncenisio (SS25) e le conferì il titolo di città.




Dopo l’unità d’Italia, nel sec. XIX, fu elevata al rango di capoluogo di provincia (provincia di Susa), mentre negli anni '900 fu conglobata in quella di Torino.